20 Hertz – episodio 1: di amore e lavoro ai tempi del covid-19

20 Hertz – episodio 1: di amore e lavoro ai tempi del covid-19

Ammetto che, quando ho lanciato l’episodio pilota di 20 Hertz una settimana fa, ero caduto in piena sindrome dell’impostore: un progetto troppo ambizioso, mi dicevo, ma che cosa mai mi è venuto in mente? Poi man mano che ricevevo commenti positivi e critiche utili e puntuali, ho capito che forse poteva avere senso tenere in piedi questa idea, farla crescere, darle – col tempo – una forma più definita.

Mentre aspetto che la strumentazione audio che ho acquistato per migliorare la qualità del programma mi sia consegnata, ho creato un buffo studio di registrazione fatto di armadi aperti e coperte leggere sulla testa per smorzare l’eco della stanza, Tascam DR-05 sul cuscino, tablet in mano (per la scaletta) e computer accanto (per i riferimenti audio). Non era come essere davvero in uno studio radiofonico ma era una bella sensazione. L’attitudine rimane punk e l’urgenza di condividere è necessità.

Il risultato è il primo vero episodio di 20 Hertz: una mezz’oretta di voci, citazioni sonore e spunti di riflessione, un percorso tematico di cui io mi faccio curatore, ma i cui temi portanti arrivano dalle voci che continuo a ricevere, senza le quali tutto questo non sarebbe possibile.

Buon ascolto!

Ecco i link ai contenuti citati nel testo:

Gli estratti audio vengono da L’invasione degli ultracorpi, diretto da Don Siegel (1956) e da La classe operaia va in paradiso, diretto da Elio Petri (1971). Il frammento dei CCCP viene da Morire, canzone tratta dall’EP Compagni, cittadini, fratelli, partigiani (1985) poi inclusa in 1964-1985 Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi – Del conseguimento della maggiore età (1986).

Le sigle di apertura e chiusura e i suoni sparsi qua e là sono stati creati per 20 Hertz da Alessandro Morloi Grazioli che così li spiega: “i suoni sono volutamente grezzi e punk. Tutto è hardware, che di software ne digerisco fin troppo, tutto è registrato in presa diretta, senza alcuna postproduzione. La sigla è realizzata con un Volca Sample e un Pocket Operator PO20, il resto con un Behringer Crave e un riverbero di produzione cinese”.

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