Browsed by
Author: kappazeta

Tra decreti kafkiani e immaginario apocalittico, ecco il nuovo episodio di 20 Hertz

Tra decreti kafkiani e immaginario apocalittico, ecco il nuovo episodio di 20 Hertz

Come ogni giovedì, il nuovo episodio di 20 Hertz è disponibile. Mi sono accorto che ogni volta che preparo il podcast ci sono sempre più cose che vorrei includere di quelle che ci stanno in una struttura sensata, che non sia pesante da ascoltare, ma per adesso credo che una mezz’oretta sia la durata ideale per il progetto (e pazienza per ciò che rimane fuori: troverà il modo di ritornare). In questo episodio ci muoviamo tra i labirinti dei decreti…

Read More Read More

Democrazia, Europa e l’ossessione del fare: il nuovo episodio di 20 Hertz è online

Democrazia, Europa e l’ossessione del fare: il nuovo episodio di 20 Hertz è online

Prima di tutto: 20 Hertz ha un logo! È l’immagine qui accanto, che è stata disegnata da quel pazzo artista di Ehsan Mehrbakhsh, a cui sono molto grato (e in questo episodio c’è pure una sorta di omaggio a lui!). La strumentazione con cui registro il podcast è decisamente migliore che all’inizio, anche se c’è ancora qualche inghippo legato a software e insonorizzazione che devo ancora risolvere. Siccome 20 Hertz nasce da una comunità acustica che si crea condividendo la…

Read More Read More

20 Hertz, il secondo episodio del podcast è online: trasgressioni e resistenze quotidiane

20 Hertz, il secondo episodio del podcast è online: trasgressioni e resistenze quotidiane

Nuova settimana, nuovo episodio: parliamo di piccole trasgressioni e resistenze quotidiane (rigorosamente a distanza di sicurezza!), ma anche di momenti di sconforto e fatica, di mancanze. Riflettiamo inoltre sulla gestione sempre più repressiva delle forze dell’ordine (che certo non è iniziata con il confinamento), ricordando sia il 25 aprile che i giorni del G8 di Genova nel 2001 (lunga vita a Radio GAP!). Buon ascolto! Ecco i materiali citati nel secondo episodio: Alex S. Vitale, The end of policing, Verso…

Read More Read More

20 Hertz – episodio 1: di amore e lavoro ai tempi del covid-19

20 Hertz – episodio 1: di amore e lavoro ai tempi del covid-19

Ammetto che, quando ho lanciato l’episodio pilota di 20 Hertz una settimana fa, ero caduto in piena sindrome dell’impostore: un progetto troppo ambizioso, mi dicevo, ma che cosa mai mi è venuto in mente? Poi man mano che ricevevo commenti positivi e critiche utili e puntuali, ho capito che forse poteva avere senso tenere in piedi questa idea, farla crescere, darle – col tempo – una forma più definita. Mentre aspetto che la strumentazione audio che ho acquistato per migliorare…

Read More Read More

20 Hertz: la puntata pilota del nuovo podcast è online!

20 Hertz: la puntata pilota del nuovo podcast è online!

Dopo giorni di appunti, idee sparpagliate e post-it attaccati al muro, dopo ore di ascolto e registrazione, dopo una scaletta in sei paginette scritte (da me) con una grafia che io stesso faccio fatica a decifrare, ci sono arrivato: la puntata pilota di 20 Hertz è pronta! 20 Hertz: dove il suono e il tatto si incontrano. Un’idea, una metafora per creare una comunità acustica fatta di voci, un’intimità sonora per accorciare le distanze, in particolare in questo periodo di…

Read More Read More

Fragmented notes for a radio project that’s still unconscious and shapeless

Fragmented notes for a radio project that’s still unconscious and shapeless

There is a frequency where touch – the most intimate of the senses – and hearing meet: 20 Hz. And 20 Hz is considered the normal low frequency limit of human hearing (and below: just the rumbling realm of infrasounds). Sound and touch. A sound that becomes touch, a sound that touches: intimacy (sonic). That is an interesting starting point. Also because: “the ear is arguably the most underrated and underexplored erotic organ, connecting directly to the imagination – the…

Read More Read More

Virus, linguaggio ed economia (appunti per resistere al collasso)

Virus, linguaggio ed economia (appunti per resistere al collasso)

Will the Next Big One be caused by a virus? Will the Next Big One come out of a rainforest or a market in southern China? Will the Next Big One kill 30 or 40 million people? David Quammen, Spillover: animal infections and the next human pandemic …nel punto in cui si incontrano il sistema dei media e il nostro sistema nervoso. J. G. Ballard, citato da Antonio Caronia nella postfazione a La mostra delle atrocità Language! It’s a virus!Language!…

Read More Read More

Nulla è inevitabile: su capitalismo della sorveglianza e riappropriazione degli strumenti digitali (e delle nostre vite)

Nulla è inevitabile: su capitalismo della sorveglianza e riappropriazione degli strumenti digitali (e delle nostre vite)

Cedere occhi, orecchie e nervi a interessi commerciali è come consegnare il linguaggio comune a un’azienda privata o dare in monopolio a una società l’atmosfera terrestre. Antonio Caronia, Virtuale Forget the cliché that if it’s free, “You are the product.” You are not the product; you are the abandoned carcass. The “product” derives from the surplus that is ripped from your life. Shoshana Zuboff, The age of surveillance capitalism Here, a not-insignificant percentage of the population has so decisively internalized…

Read More Read More

Provenza in bici: un percorso olfattivo-sensoriale

Provenza in bici: un percorso olfattivo-sensoriale

Now that a few months have passed after we got back to our “normal” lives – even if sometimes our minds are still struggling to fit back in the ordinary – we are thinking to keep using this website as a place to share our projects: writing, radio, music, travels… whatever they might be. I’d like to start this new use with a page I wrote for a tourist book guide about Provence that never saw the light. So here…

Read More Read More

Une impasse bien française (of taxes and the state vs nomadic life or: I hate French bureaucracy)

Une impasse bien française (of taxes and the state vs nomadic life or: I hate French bureaucracy)

Empires first and modern states to follow have always wanted to make nomadic peoples settle. They struggled to. They used force and violence to stop them from moving around. They set borders (which are inherently violent and deadly). Power was the reason: how can you impose power to someone whose movements and lives you cannot control? But that was history, right? Well, the intricate ways of French bureaucratic state are up to the task in 2019. It’s a kind of…

Read More Read More